mercoledì 15 giugno 2016

Sweet release

Vorrei poterti toccare senza amarti. Invece mi basta una carezza furtiva per scivolare nella tua ragnatela, per lasciarmi travolgere da una tempesta di emozioni. Mi lascio pervadere dal silenzio dei nostri sguardi, dalla complicità dei nostri gesti, dalla vicinanza dei nostri corpi. Ed eccoci di nuovo, avvolti in un ardente fuoco di passione, a consumarci di baci, a saziarci di ogni piacere, chi mai l'avrebbe detto. Posso anche impormi di reprimere quel desiderio incontenibile di sentirmi tua, ma i sobbalzi che in tua presenza mi invadono il cuore vanificano ogni possibilità di ragionevolezza. Spogliamoci pure, ma le nostre anime lasciamole vestite. Nessuna spiegazione, nessun seguito, nessuna certezza, nessun lieto fine, noi siamo l'uno dell'altra, nel qui e ora. E va bene così, non c'è verso di comunicare con l'impenetrabile. Allora lasciami pure andare, vattene e corri a vivere, fammi cullare nell'attesa, ma accendi in me la sicurezza di poterti riavere. Perchè tu lo sai, che ovunque io vada, ti cercherò tra la gente e sorriderò stringendo il tuo dolce ricordo.

giovedì 14 aprile 2016

Emptiness

Ventidue anni, un'identità non ancora del tutto conosciuta, un tentato suicidio alle spalle, uno sguardo assente all'indomani. Tra un biscotto e l'altro rimando il futuro. Mi sveglio con gli occhi pieni di speranza e vado a dormire afflitta dalla tristezza, sono un'altalena di emozioni. Sono consapevole di aver demolito con le mie stesse mani quel nido difensivo che mi ero costruita per proteggermi dal mondo. Ho innalzato una barriera per non avvertire i problemi, per sottrarmi alle mie paure, alle insicurezze, al senso di inadeguatezza che da sempre mi ha tormentato, per aprire illusoriamente le porte alla felicità. Un nascondiglio confortevole e gradevole, un'ingannevole fonte di benessere distante dalle preoccupazioni. L'aspetto smunto e scarno del mio corpo era finalmente in grado di comunicare la mia sofferenza e io avevo (quasi) tutto sotto controllo tramite il cibo, o quantomeno questo era ciò che credevo. Se non ero abbastanza apprezzata, importante, amata, potevo essere abbastanza magra, finchè anche quello non mai era abbastanza.
Oggi il presente non mi spaventa, perchè non lo vivo. Mi dico sempre che la morte peggiore non è la morte in sè ma il non vivere, quel vivere che se agli altri viene naturale e spontaneo a me risulta paradossalmente difficile. Così mi nascondo dietro a sorrisi agonizzanti, dolori non ancora elaborati, debolezze da custodire e scaffali di cibo spazzatura per riempire quei vuoti mai colmati. Forse non mi interessa realmente uscirne, forse non saprei come uscirne, forse basterebbe una mano tesa e un leale sguardo di vicinanza. Ho convissuto con la sofferenza per così tanto tempo, che per abitudine della sua presenza sembra abbia preso il sopravvento l'apatia, ma poi mi ritrovo capace di commuovermi davanti a un semplice gesto d'affetto e mi ricredo. Chissà mai che un giorno scorgerò un arco di luce in mezzo a tutto questo buio, in fondo senza la pioggia non può arrivare l'arcobaleno...

sabato 12 marzo 2016

Numbers

An eating disorder does NOT depend on the BMI, the weight doesn't define the level of its seriousness. Gaining weight after being underweight doesn't necessarily mean you've got over it, extreme weight loss and excessive weight gain are only a possible consequence of eating disorders. As for me, I've been too thin over and over again, now I'm at a normal weight but my disorder's just the same. So please, stop considering an apparently "fit" girl paranoid, when you know nothing about her, when you don't even know her eating habits. Is it really paranoia to control your life through food? Is it really paranoia to throw up, to exercise for so long, to interchange fast / feast days, or to take laxatives/diuretics just to lose weight? You're not healthy in spite of your body. Eating disorders are only the straw that broke the camel's back hiding a deep unease. People who suffer from this illness feel pain, no matter what their weight is.

domenica 30 agosto 2015

Drowning

E continuo a stringerti, nella mia immaginazione, a baciarti, nei miei sogni. Abbozzo sorrisi quando volo via dalla realtà.
Mi hai lasciata in compagnia della solitudine, del senso di inadeguatezza, con il vuoto dentro e il vuoto intorno. A divorare cibo fino alla nausea, quando tutto ciò che volevo era soltanto essere sfamata col tuo amore. Mi sono impulsivamente avvalsa dell'unico strumento in grado di mitigare le mie ferite, di alimentare in seguito il preesistente odio per me stessa: io non mi riconosco più e mi sto spegnendo lentamente. Come potevo abituarmi alle tue assenze, alla mancanza del tuo calore, alla consapevolezza della tua impenetrabilità emotiva, se eri ossigeno ?! Eri l'unico in grado di scuotermi, annullavi la mia identità e ciò che mi circondava non aveva uno straccio di senso senza di te.
Respiro affannosamente con gli occhi sgranati, avvolta nel buio della mia anima, da quando te ne sei andato via. Hai sbattuto la porta e mi hai lasciata lì, sola sul letto, a piangere: è bastato che mi rinfacciassi ad alta voce le mie debolezze per uccidermi. Ero incapace di reagire, mi detestavo. Non sono nemmeno mai stata capace di fare l'amore con i tuoi occhi, avevo paura che tu mi scrutassi dentro, e io non volevo che affiorassero le mie insicurezze. Non ero in grado di farti sentire mio, di lasciarmi scivolare completamente tra le tue braccia. Cercavo di mascherare la timidezza con qualche drink, risate repentine e insensate, ma niente poteva rompere il silenzio dei nostri discorsi, niente poteva aiutarmi. Sono mai riuscita a fare qualcosa ?!
Certi momenti, con te, ero certa di non saper essere me stessa, altri paradossalmente riscoprivo i miei lati più oscuri, finendo per affondare in un mare di agonia. Non mi hai mai conosciuto abbastanza, ma quanto bastava per venire a contatto con questa immane fragilità. Sapevi sempre come togliermi i vestiti, ma mai come spogliarmi delle mie paure. Mi hai iniettato il tuo veleno e mi hai intossicato.
E adesso che cosa sono ?! Sono mai stata qualcosa per te ?! Lo so, mai lo sono stata. Ora mi sento una completa nullità lasciata ad annegare, e non sono in grado di risalire a galla. Vivi per te stessa, vivi come ti viene, assaggia ogni sapore e guarda tutti i colori della vita, mi hanno sempre detto. Io so soltanto che la moderazione fomenterebbe la mia follia, tanto quanto l'astinenza da questa dipendenza. Vorrei che tu mi corressi incontro e mi fermassi, potresti essere la luce in fondo al tunnel, ma a te non importa niente di salvarmi. Così, mi lascio inghiottire




domenica 16 agosto 2015

When love is your downfall

Mi abbandono ai più ingannevoli ricordi e mi cullo nella speranza di un futuro che non ha speranza. Ho la pelle d'oca nel sentire ancora la sua voce, i battiti e i fremiti che mi tenevano compagnia durante le attese dei nostri incontri, le sue labbra che scivolano sul mio collo, i segni dei suoi denti sul mio corpo. Risplendo, sfavillo. Il suo sesso fonte di estremo piacere e noi due uniti come calamite, il suo viso tanto grazioso che mi imbarazza e i miei occhi timidi e fuggevoli dinnanzi a tale ineffabile splendore. Sará mera auto convinzione, pericolosa ossessione, attrazione letale, masochismo deleterio, ma quando sto con lui mi sento viva e quando non sto con lui vivo nell'attesa di (ri)esserlo. Mi piace stuzzicarlo, allontanarlo con le mie assidue stranezze, le frasi insensate e la mia possessivitá incontrollabile: frantumandomi la testa contro il muro raggiungo l'apice del dolore, che nel profondo penso sia ció che merito. Non è sufficiente esserne consapevoli, è contrariamente necessario farselo direttamente sbattere in faccia con il fine di annullare il proprio interesse, o di annullare se stesse: dimmi che non conto niente per te, dimmi che sono inutile, così forse riesco davvero a odiarti, perchè al momento ti detesto, poi detesto me e mentre mi uccidi io ti voglio di piú. Baciami, assaporami, respirami, sfiorami, fammi l'amore, sei tutto ciò che voglio e la figura utopica e inarrivabile che incarni mi fa perdere la testa. Sei meravigliosamente devastante, sei dannatamente disarmante. Rinunciare al suo calore significherebbe annegare dentro, non affogare la sofferenza che in seguito ne deriva. Rido di noi, di tutto, non mi capisco e non sono in grado di scavarmi dentro, così rido anche di me stessa nell'attesa che affiori ciò che inspiegabilmente continuo ad accumulare. Mi lascio finalmente inondare il volto dalle lacrime e butto fuori quegli invincibili uragani che albergano nella mia anima, dopotutto non serve un rasoio per ustionarti i polsi se ti puoi fare scoppiare il cuore, oramai velato di irreversibili smagliature. Ti sento sotto la mia pelle, dentro di me, fino alle ossa, poi non ti sento piú, apro il frigo e nemmeno io mi sento. Sono senza forze e innamorata di quell'amore che mai mi potrai dare.




venerdì 12 giugno 2015

Hope

2011 ==> sottopeso
2012 ==> normopeso
2013 ==> sottopeso
2014 ==> normopeso
2015 ==> di nuovo visibilmente sottopeso
(ripetuto effetto yo-yo)

Ma potrei nuovamente rimpinzarmi di cibo spazzatura con tanto di voracità bulimica, fino all'esaurimento. Proprio come è finita questo ultimo mese: oramai mi distanziano solo un paio di chili dal "normopeso", è terribile come il crollo possa essere imprevedibile e contro ogni tua aspettativa. Darla vinta ai vuoti ti fa sentire ancora più vuota, tuttavia puoi almeno evadere da quel senso di impassibilità emotiva che la sola idea di un noioso e rattristante equilibrio ti infonde. Mangio poco o niente, mi muovo troppo, detesto quando un paio di allenatori si complimentano per la mia costanza in palestra, invece di offrirmi consigli sani e mirati al benessere (incitandomi quindi a ridurre le ore di allenamento), a maggior ragione che ho perso di nuovo peso. Finchè non sei all'estremo, fino a quando non sei ridotta seriamente ai 30 kg, per molta della gente comune stai bene. Anche se rischi l'amenorrea a causa della ridotta percentuale di grasso del tuo corpo, anche se ti escono le ossa da spalle e braccia, hai il viso più scavato di una fossa e sotto sfoggi una xxs per 166 cm di altezza e un'età quasi adulta (similmente agli spot di futili prodotti dimagranti, che ritraggono modelle magrissime, con tanto di paradossale intestazione: "Rimettiti in forma!", ma la gente lo sa cos'è il pesoforma ?!). Potrebbe anche succedere il contrario e io potrei coltivare eternamente il mio odio per il cibo. Se poi mi sforzassi di ingerirne una normale quantità, mi partirebbe la centralina e scatterebbe ancor più la fame, la regolarità ormai non so più nemmeno cos'è.
Improvvisamente invece mangio troppo e di tutto, perchè oramai ci sono dentro, e allora sia benvenuto qualunque tipo di rituale auto-punitivo, se l'abbuffata non è in programma. Perchè non capisco se sono sazia o la voglia di ulteriori alimenti sbaraglia la pienezza del mio stomaco. Perchè devo godermi appieno le delizie di cui sarò costretta a privarmi i giorni successivi, un must al fine di perdere peso per un metabolismo massacrato da troppo tempo. Delle volte anche perchè penso troppo, perchè i miei castelli mentali seppur riflessivi sono altamente nocivi. Mi capita sempre di distrarmi durante la giornata, tra lavoretti, chiacchiere con un'amica, la cucina, la musica. Pensi di avere finalmente un attimo per poterti riposare, e finisci per ucciderti coi tuoi stessi pensieri. E' un circolo vizioso pericoloso, i miei chiodi fissi mi rendono noiosamente ripetitiva allo stesso modo negli sfoghi scritti, me ne rendo conto. Ricordo, immagino, mi cullo nei miei sogni. L'emozione verso il cibo si affievolisce come penso a lui. Voglio il suo respiro sulla mia pelle, sentire la sua voce, stringermi a lui, piango forte quando riesco o soffro in silenzio appena mi chiedo quando potrò rifare l'amore con l'uomo che tanto desidero, meraviglioso nella sua impossibilità. Mi basterebbe che mi facesse sua e fermare il tempo puntualmente in quegli istanti tanto inebrianti. So che potrò godermi di nuovo i nostri corpi intrecciati e gioisco con il cuore in gola e le stelle negli occhi, ma la lunga attesa mi consuma e la consapevolezza di non poter avere un futuro con lui mi sgretola dentro. Oltretutto una volta superata questa cotta ossessiva, si ripeterà la stessa storia con un neo stronzo in grado di procurarmi dolore, e questo non mi dà pace. Peggio di una droga come il cibo, c'è solo l'amore.
La normalità è per me una ricerca utopica, più anormale della stessa anormalità. Da un lato la desidero tanto, dall'altro distruggere questa gabbia significherebbe assurdamente abolire un rifugio. Troppe volte mi sono sentita sbagliata tra la gente, troppe volte ho desiderato la pace in un mondo smisuratamente orribile e ho finito soltanto per chiudermi a riccio; l'ansia di non essere abbastanza, di venire delusa, messa da parte, è deleteria. Conservo dentro di me ancora tante sfumature del mio disagio che non conosco, ma che mi aiuteranno a conoscermi una volta emerse. Ricerco così la pace in me stessa immedesimando la salvezza nell'auto distruzione, come se dovessi espiare qualche colpa. Non sono sola, con me c'è la natura, la mia coniglietta, la famiglia, quell'amica tanto legata, e ancora un velo di speranza. Vorrei saper danzare nella pioggia perchè il problema non sono i problemi in sè, ma l'ottica sotto cui li si affronta: forse in parte mi colpevolizzo per non essere abbastanza forte, ma non si sceglie mai di essere depressi, chiunque vorrebbe cogliere il bello della vita. Altre invece, mi torna in mente il motto di quando ero una vivace ragazzina: "Nulla sarà mai così grave fino a quando ti toglieranno il respiro", sopravvivo e tiro un sospiro di sollievo, ma gli attimi di gioia sono così fuggevoli ed effimeri, mentre l'angoscia che cerco di seppellire riaffiora costantemente. Sono stata definita dai miei psicoterapeuti una "ragazza estremamente fragile con un comportamento alimentare bulimico-anoressico", se non vivessi solo in relazione al cibo dubito che qualcos altro riuscirebbe a delinearmi. Se non fossi ricaduta in questo abisso inesauribile, sarei stata sicuramente risucchiata da qualche altro disagio.
Ma arriverà quel giorno in cui sarò io in grado di decidere di stare bene, me lo prometto: sentirsi gli artefici della propria serenità deve essere l'emozione più bella che c'è.




If only breathing was that easy...

Calma, stai calma, mi ripeto ogni volta.
Come se tutto quell'affanno e quel senso d'ansia che mi assalgono a ogni tre passi fossero dovuti ad un incontrollabile stato psicologico alimentato dalla mia depressione e dalle mie ossessioni. E invece no, spero che controllando la mente io riesca a controllare anche il corpo, negando a me stessa quanto la mancanza di forze sia attualmente indice della mia debolezza fisica, illudendomi che questo non finirà mai per controllare me. Troppo spesso invece, ho sperato invano che padroneggiando il mio corpo, avrei così anche dominato la mente, l'anima, le emozioni, tutto ciò che ho dentro. Cammino come se fossi spinta dal vento, mi sento leggera nella mia sfinitezza. E sono viva nel dolore